![]() |
Unicef: studenti seguono una lezione in Sudan |
Nei paesi più sviluppati, invece, le percentuali di analfabeti ancora rilevate mostrano trattarsi di un fenomeno essenzialmente residuale. Dal censimento del 2001 è risultato che in Italia gli analfabeti al di sopra dei 6 anni di età erano l'1,5%, rispetto al 2,1% del 1991. (Treccani: analfabetismo)
Ricordiamo che nel 1947, in Italia, fu fondata L’Unione nazionale lotta all’analfabetismo (Unla) per fronteggiare l’incapacità del 13% di italiani – dati del censimento 1951, probabilmente sottostimati – di saper leggere e scrivere. Nacquero centri per l’educazione, dove si tenevano lezioni e corsi serali per analfabeti; si assisteva a Non è mai troppo tardi, il programma televisivo condotto dal 1960 da Alberto Manzi.
Dati dello Human Development Report |
Secondo uno studio pubblicato su Frontiers in Psychology, solo in Europa questa categoria di persone ammonterebbe a circa 80 milioni di individui. Secondo lo Human Development Report 2009 - Rapporto sullo sviluppo umano del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo - la concentrazione più bassa si registra in Svezia (7,5%), mentre quella più alta è in Italia (47%). Tra le cause, incide sicuramente il background familiare, ma anche il fatto che, in Italia, i rendimenti economici per chi si laurea sono inferiori alla media europea e il possesso di una laurea riduce meno che altrove il rischio di essere disoccupati.
Uno studio intitolato Literacy at Work, pubblicato dal Northeast Institute nel 2001, ha rilevato che le relative perdite economiche, causate da bassa produttività, errori e incidenti riconducibili all'analfabetismo funzionale, ammontano a miliardi di dollari all'anno.
_________________________________________________________________________________
Fonti:
Nessun commento:
Posta un commento